Pasta alla Norma

La pasta alla Norma è un primo piatto di origine siciliana: una specialità di Catania che rappresenta un omaggio alla più nota opera del celebre compositore catanese Vincenzo Bellini: la Norma appunto.

Ingredienti
Aglio 2 spicchi
Basilico 12 foglie
Melanzane 2 medie
Olio di oliva extravergine 4 cucchiai
Pepe q.b.
Pomodori pelati 500 gr
Ricotta salata 200 gr
Sale grosso q.b.
Spaghetti (o altra pasta) 400 gr

Preparazione
Lavate e spuntate le melanzane, quindi tagliatele a fette di 4 mm di spessore in senso verticale tagliando anche qualche fetta in senso orizzontale che servirà per guarnire il piatto alla fine. Ponetele in un colapasta cospargendole mano a mano di sale grosso, poi copritele con un piatto e sistemate al di sopra di esse un peso: lasciatele spurgare così per almeno un’ora.
Intanto preparate il sugo di pomodoro mettendo in un tegame l’aglio a dorare assieme all’olio: aggiungete i pomodori pelati.
Fateli cuocere a fuoco dolce finchè non si spappoleranno; una volta spento il fuoco, aggiungete metà delle foglie di basilico fresche.
Sciaquate le melanzane sotto l’acqua fredda corrente, poi asciugatele per bene con un canovaccio pulito e quindi friggetele in oliva olio di oliva ben caldo ma non bollente, fino a dorarle.
Trasferite le melamzane su della carta assorbente da cucina per perdere l’olio in eccesso. Mettete quindi a lessare la pasta in abbondante acqua salata e grattugiate la ricotta in modo grossolano, mettendola da parte.
Mentre la pasta cuoce, tagliate a listerelle le melanzane fritte (tutte tranne le fette più lunghe che serviranno per decorare i piatti). Trasferite le liste di melanzane in una padella assieme a qualche cucchiaio di sugo di pomodoro e quando la pasta sarà al dente, scolatela ed unitela al condimento in padella; fate salatare un minuto e poi impiattate la pasta ricoprendola con il restante sugo di pomodoro, qualche fetta di melanzana intera, della ricotta salata grattugiata, e le restanti foglie di basilico fresco .

CURIOSITA’
Secondo una tesi, la dicitura “alla Norma”, deriverebbe dai complimenti rivolti alla cuoca artefice di questa ricetta, con i quali la si definì autrice di una vera Norma, come a compararla al più autorevole capolavoro del musicista siciliano Vincenzo Bellini.