Le paste fresche attraverso l’Italia

Le paste fresche sono l’espressione tipica della cucina regionale italiana; ogni regione ha modi diversi di confezionarle, tagliarle e condirle. Questi usi sono spesso determinati dal vincolo dei prodotti locali. Infatti nelle localita’ piu’ povere e sulla costa si trovano paste fatte con farine ed acqua; nelle zone piu’ ricche e di cultura contadina gli impasti sono arricchiti con uova. L’ausilio di pettini per tessere o ferri da calza, la fantasia e l’abilita’ delle mani hanno creato un’incredibile varieta’ di paste.

Le paste attraverso l’Italia
Veneto: bigoli, rudimentali spaghetti di semola di grano duro ricavati dalla trafila di un torchio
Valtellina: pizzoccheri, tagliatelle scure preparate con farina di grano saraceno
Liguria: trofie, piccoli gnocchi assottigliati alle estremita’ con una parte di farina di castagne
Lunigiana: testaroli, solo farina e acqua per realizzare larghe strisce di pasta
Piacentino: pisarei, pezzetti di pasta di farina bianca e pangrattato grandi come fagioli
Romagna: garganelli, maccheroncini rigati di farina, formaggio e uova realizzati con un particolare pettine
Umbria: stringozzi, lunghi maccheroncini di grano duro con il buco, fatti con un ferro a sezione quadrata
Puglia: orecchiette e strascinati, pezzetti di pasta di grano duro e acqua capovolti su un dito o trascinati sulla spianatoia
Lucania: strozzapreti, rudimentali bucatini lunghi 6cm arrotolati su un ferro
Calabria: maccheroni inferrettati, semola di grano duro e acqua lavorati su ferro
Sardegna: mallureddus, gnocchetti di semola